Sezione PD Balduina
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La visione dei recenti interventi televisivi della Gabanelli su TG La7 e di Report del 30/3 ha amaramente confermato il mio più grande timore e cioè che a distanza di 75 anni dall’ultima guerra mondiale ancora una volta in Italia chi è in prima linea deve affrontare una difficilissima sfida fornito di “suole di cartone” e che la povera Sanità Italiana, in teoria la migliore del mondo, sia in realtà una delle più sprovviste di mezzi e risorse a livello europeo grazie ai “tagli lineari” effettuati.

In tale contesto il mio quesito è se la difficile riduzione dei casi di contagio ed il conseguente rinvio della ripresa della normale attività economica e sociale derivi principalmente dallo scarso senso di disciplina dei connazionali o piuttosto sia essenzialmente connessa al fatto: che il sistema sanitario è in sostanziale collasso, che le comunità di soggetti a rischio (immunodepressi, case di cura, ospizi, conventi, etc.) non sono state adeguatamente protette e che gli strumenti sanitari ora disponibili non permettono di acquisire un esauriente ed indispensabile quadro epidemiologico.

Grazie mille per il disturbo

Carlo Gabrielli

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Il problema di una pandemia è che non è possibile evitare una certa latenza nella reazione. Questo inevitabile ritardo lo hanno avuto anche in Cina. Inoltre, da sempre, la gestione delle pandemie non è solo “un problema”, è “il” problema sanitario. Si può discutere della ragionevole durata di una latenza, ma questo si potrà approfondire solo quando saranno processati i dati epidemiologici che si stanno raccogliendo. Il rinvio di un allentamento delle misure non è a causa dell’ inaffidabilità degli italiani quanto una valutazione epidemiologica. La riapertura sarà graduale e credo che prevederà l’ uso di mascherine e distanziamento fisico ancora per lungo tempo.

Possiamo dire,  per quanto riguarda il Lazio, che la reazione è stata migliore di quella di altre regioni, considerati anche la densità di popolazione e i tre focolai critici. Nel Lazio la curva del contagio è piatta già da circa una settimana e da tre giorni in sensibile discesa.

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