Venerdì 3 luglio a Roma una “catena umana” alle ore 17 (da piazza della Repubblica a via de Pretis) e una manifestazione – concerto alle ore 19 nei giardini di piazza Vittorio. Parteciperanno le forze sindacali e le associazioni degli immigrati a Roma. L’appuntamento è per le ore 17 in Piazza della Repubblica angolo Via Nazionale (lato Hotel Exedra – giornalaio).
Qual è la ricetta per una città sicura? Come si-cura, cioè, una metropoli come Roma? Iniziamo da due elementi imprescindibili per ogni amministrazione: il rafforzamento –da un lato- degli strumenti di presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alle operazioni di prevenzione del crimine e di dialogo con i cittadini; il governo razionale –dall’altro- del territorio da parte del Comune in tutte le sue articolazioni: la cosiddetta sicurezza urbana partecipata.
Sul fronte delle forze dell’ordine, la città si-cura con un ripristino della capacità operativa attraverso un aumento di uomini, mezzi mobili e strutture nonché la ri-dislocazione dei commissariati e delle caserme per adeguarli alla struttura della città – notevolmente cambiata negli ultimi decenni – e alla sua vocazione multifunzionale di Capitale del Paese.
Sul fronte della sicurezza urbana partecipata, la città si-cura prima di tutto con il rafforzamento delle politiche locali d’inclusione sociale perché una Roma sicura è una Roma giusta e solidale che non lascia nessuno solo. Fasce sociali deboli e rese ancora più fragili dalla crisi, cittadini immigrati, persone diversamente abili, rom e sinti, devono sentirsi parte di una comunità con piena dignità e parità di diritti e doveri. Per questo chiediamo al Comune l’aumento delle risorse allocate ai servizi sociali e ai programmi di prossimità.
Infine, la città si-cura con un governo dei territori e delle comunità attuato sulla base di un triplice intervento: micro-riqualificazione urbana in chiave di sicurezza, con particolare attenzione alle stazioni metro, ferroviare e degli autobus (decoro urbano, potenziamento dell’illuminazione, stazioni Sos e videosorveglianza all’occorrenza); mediazione sociale in territori complessi con progetti-pilota di partecipazione di residenti, commercianti, associazioni di cittadini stranieri; educazione alla legalità.
Vogliamo una sicurezza che miri a trasformare la città in una comunità inclusiva e solidale; che non si accontenti di esibire i muscoli dello stato ma che lavori ad allargare gli spazi dei diritti e della cittadinanza attiva; che non guardi indietro paralizzata dalla paura ma che rivolga il suo sguardo con fiducia ad un futuro di convivenza e di arricchimento reciproco; che non consideri la cultura come un mero costo ma come un concreto investimento di formazione e di relazioni consapevoli soprattutto per le giovani generazioni.
